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L’arte
è uno strumento di comunicazione? Cosa comunica e con quali
linguaggi? Nel testo sono individuati i cardini del problema della
comunicazione simbolica e allegorica, intrecciati all’estetica
dell’arte sacra e profana, messe a confronto. Con un linguaggio
accessibile viene indagato il rapporto fra artista, opera d’arte e
fruitore con ampi riferimenti al pensiero di Coomaraswamy e Florenskij.
L’arte se è conoscenza e filosofia allora può essere una risposta
ai problemi dell’esistenza, oltre ad essere un raffinato sistema di
comunicazione delle conoscenze intuitive e intellettuali. L’artista,
infatti, è visto come colui che prefigura nella sua opera, stati
della coscienza che altri uomini dovranno ancora conquistare e che
tramite l’opera d’arte possono immaginare in maniera corretta e
plausibile. Oppure l’arte è vista come espressione delle passioni
individuali e del mondo dell’ego fatto di fantasticherie e di sete
d’affermazione. Nel testo si analizzano opere di Yan Van Eyck, Dürer,
Giorgione, Bronzino, Caravaggio, Rubens, Vermeer, Canova, Manet, Monet,
Boccioni insieme ad esempi presi dall’arte buddhista, dagli Indiani
d’America, dalla grecia arcaica e dall’arte egiziana.
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